Fondazione Re Manfredi
Eugenia Isetti

Eugenia Isetti

Premio “Re Manfredi” per la tutela e la valorizzazione del Territorio

Eugenia Isetti si occupa di archeologia come studiosa e come professionista, nei diversi aspetti della ricerca e della comunicazione; è presidente dello IIAS, Istituto Italiano per l’Archeologia Sperimentale. Laureatasi a Genova con una tesi sul Neolitico della Puglia, ha conseguito la
pecializzazione presso la Scuola per Archeologi dell’Università di Pisa. Fondamentale nella sua formazione l’incontro con Santo Tiné, di cui è stata allieva e collaboratrice e di cui ha cercato di seguire l’esempio nell’integrazione tra attività di scavo, ricerca, trasmissione delle conoscenze, divulgazione.
Gli studi sul Neolitico e le collaborazioni con Tiné sono anche all’origine del suo interesse per la storia della cultura materiale. Ha quindi proseguito le sue ricerche occupandosi sia della circolazione delle asce in pietra verde, sia della civiltà nuragica, conducendo campagne di scavo in Sardegna; ha partecipato alla Missione Archeologica dell’Istituto per gli Studi Medio ed Estremo Oriente con campagne di scavo nel Sultanato di Oman; è stata consulente per il Museo di Archeologia Ligure di Genova e ha lavorato al progetto Giacimenti Culturali “Verso Genova Medievale” con la funzione di coordinatore di zona.
È stata la curatrice di numerosi allestimenti temporanei e museali che hanno coinvolto un largo pubblico nei valori esistenziali, nelle credenze e nella quotidianità delle culture del passato, grazie anche al contribuito di uno staff di colleghi e collaboratori capaci di dare immediatezza e comunicatività ai risultati di studi e interpretazioni colte. Ha pubblicato numerosi articoli scientifici su libri e riviste nazionali e
internazionali.
Un posto particolare nei suoi interessi e nella sua attività di archeologa, è rappresentato dalla Grotta Scaloria, presso Manfredonia, oggetto della sua tesi di laurea e della sua prima esperienza professionale alla fine degli anni 1970.La ricerca è ripresa nel 2007 con un progetto coordinato dallo IIAS e finanziato dal Cotsen Institute of UCLA, Los Angeles, conclusosi nel 2016 con la pubblicazione degli scavi Gimbutas- Tiné.
Dal 2013 dirige gli scavi a Grotta Scaloria su concessione rilasciata dal MiBACT. Coerentemente con le sue inclinazioni di studiosa e comunicatrice, i nuovi studi alla Scaloria e sui contemporanei villaggi trincerati sono stati occasione per ampliare l’interesse alla gestione dell’acqua nel Tavoliere e alle culture ad essa strettamente connesse: questo è anche il tema di un progetto museale al quale sta attualmente
lavorando.